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suo primo anno di vita, la Mescal è composta di tre persone,
i due fondatori e una segretaria. Nel corso del 1995, alcuni
giornalisti specializzati e, sulla loro scia, parte dell'opinione
pubblica del settore, cominciano a muovere delle critiche a
Luciano Ligabue per l'attività della Mescal. In questione,
in particolare, è il fatto che lui sfruttasse la sua
posizione per lucrare sul talento di artisti più giovani
e meno noti. Ligabue decide di uscire, e propone a Valerio Soave
di occuparsi esclusivamente di lui, affidando la direzione della
Mescal ad un ragazzo che collaborava, da qualche mese, alla
selezione artistica. Valerio Soave opta per la Mescal; limita
il suo rapporto con Ligabue alla sola consulenza legale, assume
un nuovo direttore artistico e crea un ufficio stampa interno
(1 persona). In questo modo non mutava l'idea imprenditoriale
iniziale, ma vi si aggiungeva un pezzo, l'ufficio stampa appunto,
che doveva occuparsi della promozione degli artisti in forma
complementare alle major che li producevano esecutivamente.
Alla base della decisione di dedicarsi alla Mescal ci sono,
in larga misura, considerazioni di ordine deontologico: non
intendeva mollare artisti con i quali aveva condiviso un progetto
e instaurato rapporti promettenti. Fra questi, terzi in ordine
cronologico, i Massimo Volume. |
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Autoprodotto
il loro primo album, Stanze, in collaborazione con il negozio Underground
Records, i Massimo Volume sono notati dalla WEA, che suggerisce
loro di affidare il management a Valerio Soave. Nel 1995 esce il
loro secondo lavoro, Lungo i bordi, sotto etichetta WEA, ma nell'anno
successivo alla pubblicazione il volume di vendite non si rivela
sufficiente a giustificare ulteriori investimenti da parte della
WEA. E' forse il primo episodio in cui Valerio Soave ha modo di
toccare con mano la marcata diversità fra le logiche gestionali
della discografia ufficiale e la logica gestionale necessaria, invece,
allo sviluppo di nuove proposte musicali. Questa consapevolezza,
palesatasi in maniera più eclatante con i Bluvertigo, porta
ad una progressiva ridefinizione della business idea di Mescal,
in direzione di una crescente integrazione verticale. Ma andiamo
con ordine.
In contemporanea con l'uscita dei Massimo Volume, nel gennaio 1995,
la Mescal produce il celebratissimo album d'esordio dei La Crus
(Premio Tenco, Premio Ciampi, Premio della critica di Max Generation,
vincitore del referendum di Musica&Dischi). L'anno successivo,
sempre per la WEA, viene pubblicato il mini album Remix, contenente
sei loro brani riletti e interpretati da alcuni fra i più
prestigiosi artisti della nuova musica italiana (Almamegretta, Casino
Royale, Africa United, Roberto Vernetti, Technogod). Nel 1997, infine,
esce Dentro me, un disco internazionale di ballate post-romantiche,
che conferma ampiamente le aspettative e da cui scaturisce un lungo
tour che li porta ad esibirsi, oltre che nei classici clubs, nei
più importanti teatri italiani fra cui il prestigioso Teatro
Rossini di Pesaro.
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Nel
1996, in linea con lo spirito Mescal di scoprire e valorizzare nuovi
talenti in giro per la penisola, esce per la Virgin Sale, il primo
album di Mao, coinvolgente e grintosa pop/rock band torinese. In
Casa, il loro secondo lavoro, dell'ottobre 1997, l'elettronica lascia
il posto ad un sound più asciutto e immediato che esalta
la canzone nella sua forma più semplice. Ne sono stati estratti
3 singoli, tutti air-play ad alta rotazione.
L'ultima produzione del 1996 è Balli e Pistole, dei Fratelli
di Soledad (Virgin), gruppo torinese attivo già da diversi
anni nella scena alternativa, autore di musica immediata e di forte
impatto che attinge dal rock, dal reggae, dallo ska, dal funky,
ma sempre in quell'anno entrano in Mescal i Bluvertigo, band milanese
capitanata dall'eclettico Morgan Castoldi, che ama la "musica
di rottura fra arte alta e arte bassa". Nel gennaio 97 esce
per la Sony il loro album Metallo non metallo e nella gestione di
questo progetto Valerio Soave ha modo di affermare nei fatti la
propria idea gestionale. I primi mesi successivi all'uscita del
disco registrano vendite insoddisfacenti e la Sony sembra perdere
progressivamente interesse per il gruppo. Soave, che invece ci crede,
decide di assumersi il peso di ulteriori e mirati investimenti promozionali,
negoziando con la Sony una restituzione degli ammontari spesi qualora
le vendite incrementali generate dalla campagna li avessero ripagati.
Produce quindi a sue spese il video-clip di "Fuori dal tempo".
MTV lo classifica high-rotation, altri pezzi del disco guadagnano
buoni passaggi radiofonici e, nell'autunno dello stesso anno, i
Bluvertigo sono i protagonisti, al Teatro Regio di Parma, della
serata finale del Prix Leonardo, Festival internazionale di film,
tv e media. Nel loro "Concerto a Colori", spettacolo unico
nel suo genere, prestigiosi cortometraggi sono montati ad arte sui
brani del loro repertorio. Il terzo e il quarto singolo estratti
dall'album, Cieli Neri e Altre forme di vita, sono entrambi corredati
da video-clip. A un anno di distanza i Bluvertigo hanno venduto
quasi 100 mila copie.
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