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La realizzazione
di qualunque piano di investimenti richiede la ricerca della necessaria
copertura finanziaria.
Le fonti di finanziamento a cui un'impresa di prossima costituzione
può accedere si distinguono innanzitutto in:
- Capitale proprio, o mezzi propri, o "capitale di rischio"
o fonti interne
- Indebitamento, o mezzi di terzi, o fonti esterne.
Vi è anche una fonte di finanziamento "intermedia"
tra le due categorie precedenti rappresentata da eventuali prestiti
dei soci stessi (o di familiari o amici) a favore dell'impresa stessa,
che si riscontra spesso nella fase di avvio di attività di
piccole dimensioni.
Per quanto riguarda le fonti di finanziamento rientranti nella categoria
dell'indebitamento, si ricordano quelle seguenti:
- Credito commerciale o di fornitura (in contabilità: "debiti
verso fornitori")
- Indebitamento finanziario a breve termine, principalmente bancario
- Mutui a lungo termine, eventualmente agevolati (ad esempio mutui
per la nuova imprenditoria)
- Leasing
Nel redigere il piano delle fonti di finanziamento, occorre osservare
criteri prudenziali che tengano conto del fatto che l'affidabilità
finanziaria attribuita ad una piccola impresa in via di costituzione
non è mai molto elevata.
| 2.1
I
CONTI ECONOMICI PREVISIONALI |
Per ciascuno degli
anni futuri oggetto del PEF, il conto economico (nel seguito indicato
come C/E) previsionale consente la misurazione del risultato economico
atteso (utile o perdita) che scaturisce dalla contrapposizione,
in ciascun esercizio, dei ricavi e dei costi (previsti) dell'attività
aziendale.
I ricavi aziendali rappresentano il corrispettivo delle vendite
previste di ciascun esercizio, indipendentemente dalla data prevista
per il loro incasso. I costi rappresentano il valore delle risorse
da impiegare in ciascun esercizio, prescindendo dalla data prevista
per il loro pagamento.
I ricavi da indicare in ciascun conto economico relativo ai primi
anni (futuri) di vita dell'impresa dovrebbero scaturire come conclusione
del PM, in particolare degli obiettivi e delle strategie in esso
contenuti.
Anche i costi risultano in parte essere oggetto di un processo di
pianificazione: si pensi al personale, alla pubblicità, ecc..
In altri casi, dipendono dal volume di attività (di produzione
e/o di vendita) previsto : ad esempio, i costi delle materie prime,
dell'energia per il funzionamento dei macchinari, ecc.
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| Nell'indicare
i costi, è utile distinguerli nelle categorie dei costi
"fissi" e dei costi "variabili". I primi
sono quei costi che variano indipendentemente dalle oscillazioni
del volume di attività aziendale, gli altri sono i
costi "sensibili" rispetto a queste ultime, ossia
tendono a variare in modo direttamente proporzionale al variare
del volume di attività. |
Esempi
di costi fissi sono: gli affitti, gli ammortamenti, i compensi
del personale amministrativo, l'onorario del commercialista
ecc. Esempi di costi variabili sono: i consumi di materie
prime e di energia, le provvigioni ai venditori, i trasporti
ecc.
Un conto economico previsionale redatto secondo i criteri
indicati potrebbe presentarsi nello schema seguente: |
TAB.1 C/E PREVISIONALE
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VOCI
DEL CONTO ECONOMICO
|
Valore
assoluto
|
%
|
| FATTURATO
(o RICAVI) |
|
100
|
| +
Rimanenze iniziali |
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|
| +
Acquisti |
|
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|
- Rimanenze finali |
|
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| =
CONSUMI |
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|
| Personale
di produzione (costo variabile) |
|
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| Forza
motrice (costo variabile) |
|
|
| Altre
spese variabili di produzione |
|
|
| Provvigioni
(costo variabile) |
|
|
| Trasporti
(costo variabile) |
|
|
| Altre
spese variabili di vendita |
|
|
| =
MARGINE DI CONTRIBUZIONE |
|
|
| Ammortamenti
(costi fissi) |
|
|
| Altri
costi del personale (costi fissi) |
|
|
| Altri
costi fissi di produzione |
|
|
| Altri
costi fissi di vendita |
|
|
| Spese
di amministrazione (costi fissi) |
|
|
| Compensi
ai soci (costi fissi) |
|
|
| =
RISULTATO OPERATIVO |
|
|
| Contributi
a fondo perduto in conto esercizio |
|
|
| Oneri
finanziari |
|
|
| =
RISULTATO LORDO (ante imposte) |
|
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Questo
modello di conto economico, attraverso la distinzione tra costi
e fissi e variabili, consente la determinazione del margine
di contribuzione, che esprime la capacità della gestione
di contribuire alla copertura dei costi fissi generali (o di
struttura) dell'impresa.
L'espressione percentuale dei valori del C/E (vedere ultima
colonna a destra nella tabella) risulta utile, specie se effettuata
per più anni successivi, per analizzare la composizione
dei costi aziendali e per tenerne sotto controllo l'incidenza
in termini percentuali sul fatturato.
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Per
quanto concerne gli ammortamenti, questi vanno stimati sulla
base della prevista "vita utile" dei beni ammortizzabili
e non secondo le "tabelle" fiscali di ammortamento,
che hanno valenza solo ai fini della dichiarazione dei redditi
e non ai fini di un bilancio previsionale "gestionale"
(il PEF) quale quello di cui si sta trattando.
E' chiaro che l'elenco delle "voci" indicate nel modello
di C/E appena proposto non va inteso come uno schema "rigido":
Nel PEF, infatti, le voci del C/E andranno di volta in volta
scelte in modo da risultare il più possibile espressive
della tipologia di attività oggetto dell'idea imprenditoriale. |
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