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IL PIANO ECONOMICO FINANZIARIO. A cura di Ezio Casavola (seconda parte)
3. GLI STATI PATRIMONIALI PREVISIONALI

Lo stato patrimoniale (nel seguito indicato come S/P) previsionale è un documento che proietta la situazione del patrimonio e delle sue componenti al termine di ciascuno degli esercizi futuri oggetto del PEF.

Le classi in cui si raggruppano le poste patrimoniali sono le Attività e le Passività, con la particolare sotto-classe delle Passività detta Patrimonio netto.

In ogni S/P previsionale occorre riepilogare, tra le Attività, tutti i beni patrimoniali e i crediti che si prevede saranno in essere al termine di ciascuno degli esercizi successivi facenti parte del PEF e tra le Passività tutte le fonti di finanziamento che si prevedono attive sempre al termine di ciascuno degli esercizi successivi oggetto del PEF.

Tra le Passività, le voci che ricadono nella categoria del Patrimonio netto riguardano le fonti di finanziamento di provenienza "interna", ossia da parte dell'imprenditore (ditta individuale) o dei soci (società).

Il contenuto generale dello S/P previsionale si potrebbe sintetizzare come segue:

- Attività = Investimenti che si prevede saranno in essere al termine di ciascuno degli esercizi futuri compresi nel PEF

- Passività = Fonti di finanziamento (degli investimenti appena citati) che si prevede saranno in essere al termine di ciascuno degli esercizi futuri compresi nel PEF

Le attività o investimenti vengono solitamente ripartiti in due classi:

- le Immobilizzazioni (investimenti a lungo termine) quali: immobili, impianti e macchinari, attrezzature, autoveicoli, brevetti, licenze, ecc.

- l'attivo circolante (investimenti a breve termine) quali: rimanenze di magazzino, crediti verso clienti e altri crediti a breve termine, liquidità.

Le passività o fonti di finanziamento sono normalmente suddivise in:
- patrimonio netto (di cui si è già detto)
- debiti a lungo termine (mutui, TFR ecc.)
- debiti a breve termine (verso fornitori, banche ecc.)

Business Plan (1)
Epiphyte Corp.
Bilancio d'Impresa (1)
Bilancio d'Impresa (2)
Bilancio d'Impresa (3)
Piano Economico finanziario (1)
Piano Economico finanziario (2)
 
INDICE DEGLI ARGOMENTI
1. INTRODUZIONE
2. IL PIANO DELLE FONTI DI FINANZIAMENTO
3. GLI STATI PATRIMONIALI PREVISIONALI
4. IL BUDGET DEI FLUSSI DI CASSA
5. IL BUSINESS PLAN E L'AVVENTO DELL'EURO
 
TAB.2 S/P PREVISIONALE
Segue un possibile schema di stato patrimoniale previsionale:
VOCI DELLO STATO PATRIMONIALE
Anno ...
ATTIVITA'
IMMOBILIZZAZIONI:
Immobilizzazioni materiali:
- Impianti e macchinari
- Attrezzature
- Autoveicoli
- Mobili e arredi
- Macchine ufficio
Immobilizzazioni immateriali:
- Licenze commerciali
- Brevetti
- Software
- Spese costituzione società
Immobilizzazioni finanziarie:
- Cauzioni (per affitto, telefono ecc.)
ATTIVO CIRCOLANTE:
- Scorte (o rimanenze) finali di magazzino
- Crediti verso clienti
- Altri crediti a breve termine
- Liquidità
TOTALE ATTIVITA'
PASSIVITA'
PATRIMONIO NETTO:
- Capitale sociale
- Riserve (utili non distribuiti)
- Utile o perdita di esercizio
- Contributi a fondo perduto in conto capitale
DEBITI (o FONTI ESTERNE DI FINANZIAMENTO):
- Debiti verso dipendenti per TFR
- Mutui
- Debiti verso banche a breve termine
- Debiti verso fornitori
- Prestiti da soci
- Altri debiti
TOTALE PASSIVITA'

Lo schema esposto si richiama a quello previsto dalla IV Direttiva CEE, obbligatorio per le società di capitali e per le cooperative. Pertanto le immobilizzazioni vengono iscritte al netto degli ammortamenti.

4. IL BUDGET DEI FLUSSI DI CASSA

Il documento in oggetto rappresenta un utile strumento di programmazione e controllo della liquidità (cioè dei flussi di cassa previsti) dell'impresa.
Consente di prevedere in anticipo eventuali momenti di "tensione" finanziaria e di programmare di conseguenza le azioni da intraprendere per farvi fronte.
Contiene la stima di tutte le entrate e di tutte le uscite, di solito a livello mensile, almeno del primo anno di attività.
Operativamente, i dati previsti per ciascun mese, una volta che questo sia trascorso, vengono sostituiti con quelli effettivi e ciò permette di aggiornare i saldi dei mesi successivi.
Inoltre, onde avere sempre davanti un "orizzonte" di dodici mesi di flussi di cassa previsti, al termine di ogni mese è bene fare la stima dei flussi di cassa del dodicesimo mese successivo: così, ad esempio, in un budget di cassa esteso al periodo gennaio-dicembre di un certo anno, alla fine di gennaio il budget di cassa di tale mese sarà eliminato (dopo aver sostituito – come si è detto – i dati effettivi dei movimenti di cassa di gennaio a quelli che erano stati a suo tempo previsti e dopo aver aggiornato i dati dei mesi successivi) e si aggiungeranno al vecchio budget i dati stimati dei movimenti di cassa per il mese di gennaio dell'esercizio successivo. Questo tipo di budget è detto "rolling" o "a rotolamento in avanti".


 
Tra le entrate, occorre inserire innanzitutto l'incasso derivante dal previsto versamento del capitale iniziale da parte dell'imprenditore (o dei soci nel caso di società) e poi le entrate derivanti dalle vendite previste, tenendo conto delle probabili dilazioni di pagamento che la prassi commerciale impone. Così, ad esempio, nel caso di condizioni di pagamento a 60 giorni, le vendite di gennaio non daranno luogo all'iscrizione di alcuna somma nel budget dei flussi di cassa di gennaio, bensì l'importo delle stesse comparirà nel budget dei flussi di cassa previsti per il mese di marzo. Altra entrata da inserire nel budget: l'eventuale introito finanziario derivante da finanziamenti (agevolati e non). Tra le uscite, occorre innanzitutto inserire tutte quelle previste per gli investimenti fissi (Immobilizzazioni) a partire dalla cauzione per entrare in possesso di eventuali locali presi in affitto e per godere degli allacciamenti telefonici ed energetici e dalle eventuali spese di costituzione della società, per poi passare agli acquisti di macchinari, autoveicoli ecc.
Poi, occorre passare a considerare le uscite previste per i cosiddetti "costi di esercizio", ossia quelli che, a differenza dei costi delle Immobilizzazioni, tendono e riproporsi in tutti gli esercizi (personale, materie prime, affitti, pubblicità, commercialista, interessi bancari passivi, imposte ecc.).

Segue una proposta di schema utilizzabile per l'esposizione del budget dei flussi mensili di cassa di un'azienda di prossima costituzione.

TAB.3 BUDGET DEI FLUSSI MENSILI DI CASSA
FLUSSI DI CASSA PREVISTI
Gen
Feb
Mar
....
Dic
TOT
ENTRATE:
- Saldo iniziale di cassa (versamento soci)
- Da clienti
- Da finanziamenti agevolati
- Da contributi a fondo perduto in conto capitale
         
TOTALE ENTRATE          
USCITE:
- Spese di costituzione della società
- Cauzione affitto
- Allacciamenti ENEL ecc.
- Ristrutturazione locali
- Mobili e macchine ufficio
- Software
- Affitti passivi e relative spese
- Spese viaggio
- Collaboratori esterni
- Utenze diverse
- Commercialista
- Cancelleria e stampati
- Tasse varie (comunali ecc.)
- Pubblicità
- Compensi a soci
- Interessi passivi
- Altre uscite di cassa
         
TOTALE USCITE            
SALDO 1 (differ. tra tot. Entrate e tot. Uscite)            
FIDO BANCARIO (Movimenti)            
SALDO 2 (dopo i movimenti del fido bancario)            
SALDO DEL FIDO BANCARIO          
COMMENTO RELATIVO AL CONTENUTO DEI DOCUMENTI PRECEDENTI

Ai prospetti che costituiscono la struttura del PEF e di cui si è detto in precedenza, appare opportuno allegare una Nota illustrativa dei contenuti e delle modalità seguite per la loro compilazione.
In particolare, è importante che vengano chiaramente esplicitati le previsioni e i calcoli fatti per arrivare al dato dei Ricavi di ciascuno degli anni ricompresi nel PEF. I Ricavi non devono sembrare usciti dal "libro dei sogni", bensì devono scaturire da valutazioni, stime, ipotesi e calcoli da esporre dettagliatamente nella Nota in oggetto.
La stima dei Ricavi è importante, perché il C/E previsionale si costruisce attorno alla stessa (specie per quanto riguarda la previsione dei costi variabili) con riflessi anche sullo S/P. Pertanto, se la stima dei Ricavi risulta essere stata effettuata sulla base di considerazioni ed ipotesi precise ed esplicitate nella Nota, tutto il C/E appare più credibile agli occhi di eventuali soci e/o finanziatori..

5. IL BUSINESS PLAN E L'AVVENTO DELL'EURO

L' Euro è la nuova moneta europea dall' 1/1/99: le singole valute che sono entrate a far parte dell'Euro rimangono "per comodità" in circolazione fino al 31/12/2001. A partire da tale data inizierà la sostituzione "fisica" delle banconote e delle monete metalliche nazionali con quelle espresse in Euro.
Fino a tale data, le monete nazionali continueranno a circolare e ad essere utilizzate come mezzo per i pagamenti in contanti. Gli altri pagamenti (ad esempio tramite banca, carta di credito ecc.) potranno essere effettuati sia in lire che in Euro.
L' Euro comporterà notevoli cambiamenti nelle imprese, a partire dalle aree della contabilità generale e del bilancio, nonché del sistema informativo e poi dell'area commerciale e della logistica.
Il 2002 sarà l'anno (obbligatoriamente) di svolta, però molte imprese (specie quelle di grandi dimensioni) si sono già organizzate per passare all' Euro fin dal 1999 e stanno imponendo ai loro fornitori di seguire questa strada e di adeguarsi all'avvento dell'Euro fin da subito.
Per quanto riguarda il BP, si ritiene che qualora lo stesso venga redatto non solo a fini interni di programmazione e controllo, bensì anche per presentare l'idea imprenditoriale ad eventuali soci e/o finanziatori esterni, lo stesso debba essere redatto in lire ma anche tradotto in Euro.
Molte delle imprese in via di costituzione inizieranno ad operare nel cosiddetto "periodo transitorio" (1/1/1999 - 31/12/2001) ossia quando l' Euro è venuto ad esistenza in sostituzione delle valute europee dei Paesi aderenti.
Pertanto, in vista dei rapporti con eventuali soci finanziatori e con le banche e con l'intento di esprimere un'immagine aperta e rivolta al futuro, si ritiene che sia opportuno affiancare agli importi che compaiono nei diversi prospetti componenti il BP anche una sezione di importi tradotti in Euro.

 
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